Il Cosenza trasloca a Crotone: un campionato “in trasferta” da 112 chilometri e l’incognita del TAR
COSENZA – Sarà una stagione calcistica senza precedenti e ricca di ostacoli quella che si appresta a vivere il Cosenza Calcio per il Campionato di Serie C 2026/2027. A causa della prolungata indisponibilità dello stadio “San Vito-Gigi Marulla” di Cosenza – chiuso dal Comune per radicali interventi di riqualificazione e adeguamento strutturale – il club rossoblù è stato costretto a indicare lo stadio “Ezio Scida” di Crotone come impianto ufficiale per disputare i propri incontri casalinghi.
Una trasferta forzata da 112 chilometri
Per i sostenitori del Cosenza, il concetto di “partita in casa” viene totalmente stravolto. Sostenere la squadra comporterà un viaggio obbligato di ben 112 chilometri (percorrendo la Statale 107 Silana Crotonese), traducendosi in circa un’ora e mezza di tragitto all’andata e altrettanto al ritorno. Un disagio logistico non indifferente che rischia di svuotare gli spalti e che ha già causato un drastico crollo nella campagna abbonamenti.
La battaglia legale: l’ultima parola al TAR di Roma
La società del presidente Guarascio non si è comunque arresa a questo scenario. Dopo i primi esiti negativi ricevuti a livello locale, il club ha presentato un ricorso d’urgenza al TAR di Roma per impugnare i provvedimenti di chiusura del “Marulla” e cercare una deroga che permetta di giocare almeno una parte delle gare nel proprio impianto, anche a capienza ridotta.
In attesa del pronunciamento definitivo dei giudici amministrativi romani, il campo designato resta lo Scida. Il Cosenza si prepara così a un campionato paradossale, dove l’obiettivo sul rettangolo verde dovrà viaggiare di pari passo con i chilometri da percorrere e le sentenze dei tribunali.
