IL COMO DEI MIRACOLI FA LA STORIA: DA DEBUTTANTE A RE D’EUROPA

Dalla trionfale cavalcata in Serie A al clamoroso 9-1 sul campo del Lens in Champions League: la banda di Fàbregas riscrive i record del calcio italiano. Domenica a San Siro la prova del nove nel derby lombardo contro l’Inter per capire dove può arrivare questo gruppo guidato dai gol di Douvikas e dal talento cristallino di Nico Paz.

Il calcio italiano e internazionale si sta stropicciando gli occhi davanti a quella che, giorno dopo giorno, sta smettendo di essere una semplice sorpresa per diventare una splendida, solida realtà. Il Como 1907 di Cesc Fàbregas non si ferma più e, dopo aver centrato una storica qualificazione alla massima competizione continentale, sta demolendo sul campo le vecchie gerarchie del calcio europeo a suon di gol e spettacolo.

La notte dello scorso 4 novembre rimarrà scolpita per sempre nella memoria dei tifosi biancoblù e negli annali del calcio mondiale. Sul campo del Lens, al debutto assoluto in UEFA Champions League, i lariani hanno firmato un incredibile 9-1. Si tratta della vittoria esterna più larga di sempre per una squadra italiana nella storia del torneo. Una prova di forza spaventosa guidata dalla tripletta di uno scatenato Tasos Douvikas e dalle geometrie del gioiello argentino Nico Paz, che certifica la bontà di un progetto tecnico tanto ambizioso quanto spregiudicato. I gol dei giovanissimi Liberali e Papaccioli nel finale sono la fotografia perfetta di una squadra che gioca a memoria e non ha paura di nessuno.

La straordinaria solidità economica della proprietà più ricca d’Italia – la famiglia indonesiana Hartono – si sta traducendo sul rettangolo verde in un’orchestra rasente la perfezione. Fàbregas ha saputo plasmare un gruppo coeso e affamato, dove i nuovi innesti di spessore come Moise Kean si integrano a meraviglia con la freschezza dei giovani talenti e la leadership dei veterani. Tra questi spicca Lucas Da Cunha, autore del rigore decisivo nell’ultimo turno di campionato contro il Venezia, un 1-0 sofferto che ha dimostrato come la squadra sappia anche indossare l’elmetto quando la partita lo richiede.

Ma per il Como non c’è tempo di cullarsi sugli allori o festeggiare la notte magica in terra francese. Ad attendere i ragazzi di Fàbregas c’è ora il palcoscenico più prestigioso e complicato del calcio lombardo: la trasferta di San Siro contro l’Inter, in programma domenica 8 novembre alle ore 18:00.

Sarà l’esame di maturità definitivo per i biancoblù. Uscire indenni o addirittura con i tre punti dal Meazza non significherebbe solo l’ennesima impresa stagionale, ma un chiaro messaggio a tutta la Serie A: questo Como ha le carte in regola per l’altissima classifica. I tifosi sulle sponde del lago continuano a sognare a occhi aperti, l’Europa trema, e la sensazione diffusa è che il meglio debba ancora venire.

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