L’Italia lontana dal Mondiale dal 2014: dodici anni di assenza che pesano

L’ultima volta che l’Italia ha giocato una partita di un Mondiale era il 4 giugno 2014, in Brasile. Da allora sono passati dodici anni, tre edizioni saltate e una ferita che continua a bruciare. Per un Paese che vive di calcio, l’assenza dalla competizione più importante non è solo un dato statistico: è un vuoto identitario.
Il Mondiale 2014 avrebbe dovuto rappresentare un nuovo inizio dopo la delusione del 2010. Invece, fu l’inizio di un lungo blackout. L’eliminazione ai gironi passò quasi in secondo piano rispetto a ciò che sarebbe arrivato dopo: tre mancate qualificazioni consecutive, un evento mai accaduto nella storia azzurra.
Dal 2018 al 2026, l’Italia ha guardato il Mondiale da spettatrice, mentre altre nazioni costruivano cicli, idee, identità. Noi no. Noi siamo rimasti fermi, intrappolati tra rimpianti e rivoluzioni annunciate ma mai completate.

Ogni esclusione ha lasciato un segno profondo:
Svezia 2017: la fine di un’epoca, l’addio di Buffon in lacrime.
Macedonia del Nord 2022: la sconfitta più inattesa, quella che ha fatto più male.
Bosnia 2026: l’ultima caduta, ai rigori, dopo una partita segnata da episodi e rimpianti.

Tre notti che hanno riscritto la percezione della Nazionale: da potenza mondiale a squadra fragile nei momenti decisivi.Il risultato è una Nazionale che fatica a costruire continuità, identità, coraggio.Dodici anni senza Mondiale sono un’enormità.
Una generazione intera non ha mai visto l’Italia giocare la competizione che ha reso grande il nostro calcio. Eppure, proprio da questo vuoto può nascere una ripartenza vera.Il Mondiale 2014 sembra lontanissimo, quasi appartenente a un’altra epoca. Ma ogni ciclo, anche il più buio, prima o poi finisce. Sta all’Italia decidere quando iniziare davvero il prossimo.


Foto copertina dal sito della FIGC

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